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Le scorribande in piazza Cavour

Piazza Cavour, il salotto della città dove si trovano gli edifici pubblici più importanti; sin dal Medioevo assunse un ruolo primario per la vita cittadina e il suo aspetto è profondamente cambiato nel corso dei secoli: sul lato verso il Corso era chiusa dalla chiesa di San Silvestro, demolita nel 1583, mentre sul lato opposto era aperta verso l'originaria cattedrale di Santa Colomba, demolita nel 1815.

Qui c’è la scalinata dell’Arengo, teatro della celebrazione fascista e della solitaria protesta del grammofono che suona l’Internazionale. E lì c’era il bar Commercio, il foyer del Teatro Galli, dove il 4 novembre 1993 è stata allestita la camera ardente. Da piazza Cavour si può procedere verso Castel Sismondo, definito da Fellini, “la Rocca, la prigione di Francesca, allora, piena di ladruncoli e di ubriachi”. E dove lui nel piazzale davanti, andava a vedere il Circo e osservava durante il giorno gli amati artisti circensi.

In una piazza Cavour innevata, con il suo simbolo, la Fontana della Pigna, perfettamente ricostruita a Cinecittà, i ragazzi tirano palle di neve a Gradisca ed un magnifico pavone si posa sulla fontana.

A proposito della piazza e del Teatro Amintore Galli, Fellini dichiarava in un intervista, poi pubblicata (Intervista sul cinema): «D'estate la grande ombra del teatro Vittorio Emanuele che tagliava in diagonale Piazza Cavour era un altro spettacolo che mi incantava. O forse volevo farmi incantare per apparire diverso dai miei compagni di scuola, che non capivano perché io la facessi tanto lunga con questa storia dell'ombra che divideva la piazza in due fette».